0501-GiuLavoratore - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


01 Maggio • SAN GIUSEPPE LAVORATORE - MEMORIA
Colore Liturgico bianco • CLICCA x BIOGRAFIA

Antifona
Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai, sarai felice e avrai ogni bene. Alleluia. (Sal 127,1-2)
Colletta
O Dio, che hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro
al disegno della tua creazione,
fa' che per l'esempio e l'intercessione di san Giuseppe
siamo fedeli ai compiti che ci affidi,
e riceviamo la ricompensa che ci prometti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
At 5,27-33
In quei giorni, [il comandante e gli inservienti] condussero gli apostoli e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo».
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».
All'udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.
Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 33 (34)
R. Ascolta, Signore, il grido del povero.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia. R.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce. R.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto. (Gv 20,29)
Alleluia.

Vangelo
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,31-36
Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.
Parola del Signore.

Sulle offerte
O Dio, fonte della misericordia,
guarda i doni che ti presentiamo
nella memoria di san Giuseppe,
e fa’ che la nostra umile offerta
diventi pegno della tua protezione.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Qualunque cosa facciate, in parole e in opere,
tutto avvenga nel nome del Signore Gesù,
rendendo grazie a Dio. Alleluia. (Col 3,17)
Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con il pane del cielo,
fa’ che, sull’esempio di san Giuseppe,
conserviamo nei nostri cuori
la memoria del tuo amore,
per godere il frutto della pace senza fine.
Per Cristo nostro Signore.


San Giuseppe lavoratore, sposo della B.V. Maria, protettore dei lavoratori • 01 maggio
Fabbro, falegname, carpentiere. San Giuseppe era tutto questo  – come insegnano i Vangeli – oltre a essere lo sposo di Maria e il  padre terreno di Gesù. Con la sua vita di onesto lavoratore, San  Giuseppe nobilita il lavoro manuale con il quale mantiene la sua Santa  Famiglia e partecipa al progetto della salvezza.
Giuseppe, il “Giusto”
Così viene chiamato nelle Scritture: con l’appellativo “il Giusto”,  che nel linguaggio biblico definisce chi ama e rispetta la Legge in  quanto espressione della volontà di Dio. Giuseppe lo fa. Discendente  della Casa di Davide, non è assolutamente in età avanzata quando si  fidanza con Maria. E, come la sua sposa, anche lui dice il suo “sì” a un  angelo, quello che lo visita in sogno per rassicurarlo sulla gravidanza  di Maria, in quanto frutto dello Spirito Santo. È il nascondimento la  sua caratteristica, il suo farsi da parte. Quando Gesù inizia la sua  vita pubblica, alle nozze di Cana, il Nuovo Testamento non lo cita più:  probabilmente è morto, ma non sappiamo né dove né quando, né tantomeno  sappiamo dove sia sepolto.
Il lavoro: partecipazione al disegno divino
Come quei padri che insegnano il proprio lavoro ai figli, così fa  anche Giuseppe con Gesù. Egli stesso, più volte, viene chiamato nei  Vangeli “il figlio del carpentiere” oppure “del legnaiuolo”. Più di  tutti, quindi, San Giuseppe rappresenta la dignità del lavoro umano che è  dovere e perfezionamento dell’uomo che così esercita il suo dominio sul  Creato, prolunga l’opera del Creatore, offre il suo servizio alla  comunità e contribuisce al piano della salvezza. Giuseppe ama il suo  lavoro. Non si lamenta mai della fatica, ma da uomo di fede la eleva a  esercizio di virtù; sa essere sempre contento perché non ambisce alla  ricchezza e non invidia i ricchi: per lui il lavoro non è un mezzo per  soddisfare la propria cupidigia, ma solo strumento di sostentamento per  la sua famiglia. Poi, come viene prescritto agli ebrei, il sabato  osserva il riposo settimanale e prende parte alle celebrazioni. Non deve  stupire questa concezione nobile del lavoro più umile, quello manuale:  già nell’Antico Testamento, infatti, Dio viene simboleggiato di volta in  volta come vignaiolo, seminatore, pastore.
La festa di San Giuseppe Artigiano
Fu istituita ufficialmente da Pio XII il Primo Maggio del 1955 per  aiutare i lavoratori a non perdere il senso cristiano del lavoro così  espresso, ma già Pio IX aveva in qualche modo riconosciuto l’importanza  di San Giuseppe come lavoratore quando proclamò il Santo patrono  universale della Chiesa. Il principio del lavoro come mezzo per la  salvezza eterna sarà ripreso anche da Giovanni Paolo II nella sua  Enciclica Laborem Exercens, in cui lo chiama “il Vangelo del lavoro”.  Sembra, poi, che anche il cardinale Roncalli – futuro Giovanni XXIII -  eletto al soglio di Pietro avesse pensato di farsi chiamare Giuseppe,  tanto era devoto al Santo padre terreno di Gesù. Infine, devoti di San  Giuseppe sono stati anche molti altri Santi, come Santa Teresa d’Avila.


San Giuseppe lavoratore, sposo della B.V. Maria, protettore dei lavoratori • 01 maggio

Fabbro, falegname, carpentiere. San Giuseppe era tutto questo  – come insegnano i Vangeli – oltre a essere lo sposo di Maria e il  padre terreno di Gesù. Con la sua vita di onesto lavoratore, San  Giuseppe nobilita il lavoro manuale con il quale mantiene la sua Santa  Famiglia e partecipa al progetto della salvezza.
Giuseppe, il “Giusto”
Così viene chiamato nelle Scritture: con l’appellativo “il Giusto”,  che nel linguaggio biblico definisce chi ama e rispetta la Legge in  quanto espressione della volontà di Dio. Giuseppe lo fa. Discendente  della Casa di Davide, non è assolutamente in età avanzata quando si  fidanza con Maria. E, come la sua sposa, anche lui dice il suo “sì” a un  angelo, quello che lo visita in sogno per rassicurarlo sulla gravidanza  di Maria, in quanto frutto dello Spirito Santo. È il nascondimento la  sua caratteristica, il suo farsi da parte. Quando Gesù inizia la sua  vita pubblica, alle nozze di Cana, il Nuovo Testamento non lo cita più:  probabilmente è morto, ma non sappiamo né dove né quando, né tantomeno  sappiamo dove sia sepolto.
Il lavoro: partecipazione al disegno divino
Come quei padri che insegnano il proprio lavoro ai figli, così fa  anche Giuseppe con Gesù. Egli stesso, più volte, viene chiamato nei  Vangeli “il figlio del carpentiere” oppure “del legnaiuolo”. Più di  tutti, quindi, San Giuseppe rappresenta la dignità del lavoro umano che è  dovere e perfezionamento dell’uomo che così esercita il suo dominio sul  Creato, prolunga l’opera del Creatore, offre il suo servizio alla  comunità e contribuisce al piano della salvezza. Giuseppe ama il suo  lavoro. Non si lamenta mai della fatica, ma da uomo di fede la eleva a  esercizio di virtù; sa essere sempre contento perché non ambisce alla  ricchezza e non invidia i ricchi: per lui il lavoro non è un mezzo per  soddisfare la propria cupidigia, ma solo strumento di sostentamento per  la sua famiglia. Poi, come viene prescritto agli ebrei, il sabato  osserva il riposo settimanale e prende parte alle celebrazioni. Non deve  stupire questa concezione nobile del lavoro più umile, quello manuale:  già nell’Antico Testamento, infatti, Dio viene simboleggiato di volta in  volta come vignaiolo, seminatore, pastore.
La festa di San Giuseppe Artigiano
Fu istituita ufficialmente da Pio XII il Primo Maggio del 1955 per  aiutare i lavoratori a non perdere il senso cristiano del lavoro così  espresso, ma già Pio IX aveva in qualche modo riconosciuto l’importanza  di San Giuseppe come lavoratore quando proclamò il Santo patrono  universale della Chiesa. Il principio del lavoro come mezzo per la  salvezza eterna sarà ripreso anche da Giovanni Paolo II nella sua  Enciclica Laborem Exercens, in cui lo chiama “il Vangelo del lavoro”.  Sembra, poi, che anche il cardinale Roncalli – futuro Giovanni XXIII -  eletto al soglio di Pietro avesse pensato di farsi chiamare Giuseppe,  tanto era devoto al Santo padre terreno di Gesù. Infine, devoti di San  Giuseppe sono stati anche molti altri Santi, come Santa Teresa d’Avila.

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