0217_SetteFond - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


17 Febbraio (Dispari) • Ss. 7 FONDATORI dell'ORDINE dei SERVI della B.V, MARIA
mf AGIOGRAFIA

Antifona
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. (Sal 15,5)
Colletta
Infondi in noi, o Padre,
la pietà dei Sette santi Fondatori,
che li portò a onorare con viva devozione la Madre di Dio
e condurre a te il tuo popolo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura
Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.
Dal libro della Gènesi • Gn 4,1-15.25
Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo.
Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai».
Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.
Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra».
Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà». Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse.
Adamo di nuovo conobbe sua moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché – disse – Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso».
Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 49 (50)
R. Offri a Dio come sacrificio la lode.
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente:
«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. R.
Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R.
Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa». R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6)
Alleluia.

Vangelo
Perché questa generazione chiede un segno?
Dal Vangelo secondo Marco • Mc 8,1-13
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Parola del Signore.

Sulle offerte
Padre clementissimo,
che nei Sette santi Fondatori hai distrutto l’uomo vecchio
e hai creato l’uomo nuovo a tua immagine,
nella tua bontà concedi anche a noi di essere rinnovati,
per offrirti degnamente questo sacrificio di riconciliazione.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
In verità io vi dico:
voi, che avete lasciato tutto e mi avete seguito,
riceverete cento volte tanto
e avrete in eredità la vita eterna. (Cf. Mt 19,27-29)
Dopo la comunione
Per la forza di questo sacramento,
sull’esempio dei Sette santi Fondatori
guidaci sempre, o Signore, nel tuo amore
e porta a compimento fino al giorno di Cristo Gesù
l’opera di bene che hai iniziato in noi.
Per Cristo nostro Signore.


Santi Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria, tra i quali Sant'Alessio Falconieri
17 febbraio • Santi Sette Fondatori, Pesaro

Ritiro dalla città
XIII secolo, Firenze. Sette mercanti, membri di una compagnia laica di fedeli devoti della beata Vergine (la “Compagnia di Servi di Santa Maria” o “Laudesi”) decidono di ritirarsi nella penitenza, nella contemplazione e nel servizio a Maria. Una scelta certamente influenzata anche dai due grandi ordini mendicanti del tempo, Francescani e Domenicani, nonché dall’esperienza dei monaci Camaldolesi, Vallombrosani e Cluniacensi, già presenti in quelle terre, e di gruppi penitenziali come quelli di S. Agostino e del Monte Carmelo, o dei fratelli e sorelle laiche della Penitenza. Erano Bonfiglio, guida del gruppo laico e priore della futura comunità, Bonagiunta, futuro priore tra il 1256 e il 1257, Manetto, artefice delle prime fondazioni in Francia, Amadio, anima del gruppo, Sostegno e Uguccione, amici tra loro, e infine Alessio.
Intorno al 1233 i sette abbandonano dunque le loro attività commerciali, lasciano le proprie case e distribuiscono i beni ai poveri, mentre Firenze è sempre più sconvolta da guerre fratricide.
Tuniche e mantelli grigi
E’ l’8 settembre 1233 quando i sette cominciano a fare vita comune a Villa Camarzia, alla periferia della città: Iacopo da Poggibonsi, cappellano dei Laudesi e loro direttore spirituale impone a ciascuno l’abito dei “Fratelli della Penitenza”, un mantello e una tunica di lana grezza di colore grigio. La giornata della piccola comunità si svolge tra preghiera, lavoro e questua per le vie della città. La loro vita è ritirata, austera e solitaria, ma molte persone turbate e angosciate si rivolgono a loro, ricevendo sempre consolazione e consiglio; soprattutto i più sono colpiti dal fatto che, ricchi mercanti quali erano, i sette si siano ridotti volontariamente in povertà. Questo incoraggia il diffondersi della fama della loro santità e molte persone iniziano a chiedere di entrare a far parte della loro famiglia.
Nascita dell’Ordine
Proprio le insistenti e numerose richieste li inducono a dare inizio ad un Ordine espressamente dedicato alla Vergine, di cui si dicono Servi – l’Ordine dei Servi di Maria. Il vescovo Ardingo Foraboschi dona loro nel 1234  un terreno sulla sommità del Monte Senario, a circa 18 km da Firenze. Le celle sono all’inizio semplici capanne separate una dall’altra; sui ruderi di un antico castello sorge presto una chiesetta intitolata alla Madonna e nel 1239, dopo la visita del Legato Pontificio, il cardinale Goffredo Castiglioni (futuro papa Celestino IV) assegna loro la Regola di Sant’Agostino.
Spesso, dopo lunghe uscite per la questua, si fermano a Firenze presso l’oratorio di Santa Maria di Cafaggio di cui ampliano presto l’annesso ospizio cominciando ad accogliervi coloro che chiedono di far parte della comunità.
Tante vocazioni
Ben presto i sette ricevono il permesso di aprire altri conventi, anche fuori della Toscana, perché le vocazioni affluiscono numerose. L’Ordine rischia però la soppressione quando il concilio di Lione, nel 1247, decreta a soppressione degli Ordini Mendicanti. Ma Filippo Benizi, accolto ventunenne nell’ordine e futuro Priore Generale, ottiene di nuovo il riconoscimento pontificio. L’approvazione definitiva arriva nel 1304 ad opera di Benedetto XI.
Soltanto Alessio Falconieri, ultimo superstite dei sette, può rallegrarsene. Morirà il 17 febbraio 1310, a quasi 110 anni di età. Sua nipote, Giuliana Falconieri, pure santa, sarà la fondatrice delle Mantellate.
Nel 1888 Leone XIII canonizza insieme i sette padri. A Monte Senario un unico sepolcro raccoglie le loro spoglie. Tra i Serviti degli ultimi anni, ricordiamo padre David Maria Turoldo, noto predicatore e poeta.

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