LETTURA e COMMENTO
Antifona d'IngressoQuesta è la vergine saggia, una delle vergini prudenti:è andata incontro a Cristo con la lampada accesa.CollettaSantifica la tua famiglia, Signore, per l'intercessione e l'esempio di santa Scolastica, e concedi a noi di amarti e servirti con purità di cuore, per sperimentare la gioia della tua amicizia. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURA (Lezionario Santi)Forte come la morte è l’amore.Dal Cantico dei Cantici • 8, 6-7Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio;perché forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione:le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina!Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che disprezzo.Parola di Dio.SALMO RESPONSORIALE • Salmo 148R. Giovani e ragazze lodate il nome del Signore.Lodate il Signore dai cieli,lodatelo nell’alto dei cieli.Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,lodatelo, voi tutte, sue schiere.I re della terra e i popoli tutti,i governanti e i giudici della terra,i giovani e le ragazze,i vecchi insieme ai bambinilodino il nome del Signore.La sua maestà sovrasta la terra e i cieli.Ha accresciuto la potenza del suo popolo.Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,per i figli d’Israele, popolo a lui vicino.CANTO AL VANGELO • Gv 14, 23Alleluia, alleluia.Oppure (in Quaresima):Lode e onore a te, Signore Gesù.Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.Alleluia.VANGELOMarta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.Dal Vangelo secondo Luca • 10, 38-42In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».Parola del Signore.Sulle Offerte
O Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo di santa Scolastica e, come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia ben accetta l'offerta del nostro sacrificio. Per Cristo ...
In beáta vírgine Scholástica te, Dómine, mirábilem prædicántes, maiestátem tuam supplíciter exorámus, ut, sicut eius tibi grata sunt mérita, sic nostræ servitútis accépta reddántur offícia. Per Christum..
Antifona alla Comunione Cf Mt 25,6Ecco lo sposo che viene, andate incontro a Cristo Signore.Ecce Sponsus venit: exíte óbviam Christo Dómino.Dopo la ComunioneO Padre, che ci hai nutrito con il pane della vita, fa' che sull'esempio di santa Scolastica vergine, portiamo nel nostro corpo mortale la passione di Cristo Gesù per aderire a te, unico e sommo bene. Per Cristo.......
Divíni múneris participatióne refécti, quæsumus, Dómine Deus noster, ut, exémplo beátæ Scholásticæ, mortificatiónem Iesu in córpore nostro circumferéntes, tibi soli adhærére studeámus. Per Christum.
10 Febbraio • Santa Scolastica • Vergine
BIOGRAFIA
Santa Scolastica nata a Norcia verso il 480 e morta a Piumarola nel 547, fu sorella di San Benedetto. Della sua vita si conoscono solo le poche vicende tramandate ne "Il Libro dei Dialoghi" di san Gregorio Magno. Di certo si sa che almeno alcuni anni prima della morte dimorava nei pressi di Montecassino.
La consanguineità con san Benedetto e la forza spirituale della sua figura hanno fatto di lei un'immagine molto venerata, sin dalle origini, dalla grande famiglia del legislatore cassinese. Molti monasteri furono dedicati al suo nome: lo stesso cenobio di Subiaco le fu consacrato. Santa Scolastica è invocata dalla tradizione popolare per difendersi dai fulmini e per ottenere la pioggia.
MARTIROLOGIO
Memoria della deposizione di santa Scolastica, vergine, che, sorella di san Benedetto, consacrata a Dio fin dall'infanzia, ebbe insieme con il fratello una tale comunione in Dio, da trascorrere una volta all'anno a Montecassino nel Lazio un giorno intero nelle lodi di Dio e in sacra conversazione.
DAGLI SCRITTI...
Dai «Dialoghi» di san Gregorio Magno, papa
Poté di più colei che più amò
Scolastica, sorella di san Benedetto, consacratasi a Dio fin dall'infanzia, era solita recarsi dal fratello una volta all'anno. L'uomo di Dio andava incontro a lei, non molto fuori della porta, in un possedimento del monastero.
Un giorno vi si recò secondo il solito, e il venerabile suo fratello le scese incontro con alcuni suoi discepoli. Trascorsero tutto il giorno nelle lodi di Dio e in santa conversazione. Sull'imbrunire presero insieme il cibo.
Si trattennero ancora a tavola e, col protrarsi dei santi colloqui, si era giunti a un'ora piuttosto avanzata. La pia sorella perciò lo supplicò, dicendo: «Ti prego, non mi lasciare per questa notte, ma parliamo fino al mattino delle gioie della vita celeste». Egli le rispose: «Che cosa dici mai, sorella? Non posso assolutamente pernottare fuori del monastero».
Scolastica, udito il diniego del fratello, poggiò le mani con le dita intrecciate sulla tavola e piegò la testa sulle mani per pregare il Signore onnipotente. Quando levò il capo dalla mensa, scoppiò un tale uragano con lampi e tuoni e rovescio di pioggia, che né il venerabile Benedetto, né i monaci che l'accompagnavano, poterono metter piede fuori dalla soglia dell'abitazione, dove stavano seduti.
Allora l'uomo di Dio molto rammarico cominciò a lamentarsi e a dire: «Dio onnipotente ti perdoni, sorella, che cosa hai fatto?». Ma ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi; lasciarmi e torna al monastero».
Ed egli che non voleva restare li spontaneamente, fu costretto a rimanervi per forza.
Così trascorsero tutta la notte vegliando e si saziarono di sacri colloqui raccontandosi l'un l'altro le esperienze della vita spirituale.
Non fa meraviglia che Scolastica abbia avuto più potere del fratello. Siccome, secondo la parola di Giovanni, «Dio è amore», fu molto giusto che potesse di più colei che più amò.
Ed ecco che tre giorni dopo, mentre l'uomo di Dio stava nella cella e guardava al cielo, vide l'anima di sua sorella, uscita dal corpo, penetrare nella sublimità dei cieli sotto forma di colomba. Allora, pieno di gioia per una così grande gloria toccatale, ringraziò Dio con inni e lodi, e mandò i suoi monaci perché portassero il corpo di lei al monastero, e lo deponessero nel sepolcro che aveva preparato per sé.
Così neppure la tomba separò i corpi di coloro che erano stati uniti in Dio, come un'anima sola.
Nota dal messale
Scolastica (Norcia, Perugia, 480 ca. - Montecassino, Frosinone, 547 ca.) viene indicata dalla tradizione come sorella di san Benedetto. I Dialoghi di Gregorio Magno la descrivono come vergine amante della contemplazione, sapiente nell’anteporre la carità a ogni regola umana. È ricordata il 10 febbraio nel Calendario marmoreo di Napoli (sec. IX) e nel Martirologio di Usuardo (870 ca.).
Dal Comune delle vergini: per una vergine, pp. 741-743, o dal Comune dei santi: per una monaca
Colletta
Nella memoria della santa vergine Scolastica, ti preghiamo, o Padre: dona anche a noi, sul suo esempio, di amarti e servirti con cuore puro e di gustare la dolcezza del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.“Potè di più colei che amò di più”La sfida fu con Benedetto da Norcia, e a vincerla fu sua sorella gemella, Scolastica, consacrata al Signore fin dalla più tenera età. Vissuta nell’ombra del fratello, padre del monachesimo occidentale, fu fedele interprete della sua Regola.Scolastica, prima monaca benedettina, vissuta - si presume - tra il 480 e il 543, nativa di Norcia, fu docilissima scolara di Benedetto nell’apprendere la sapienza del cuore, a tal punto da vincere il suo maestro, come tramanda San Gregorio Magno nei suoi Dialoghi, unico testo di riferimento con pochi accenni alla vita di questa Santa, dove si racconta in particolare un episodio, che ne rivela la spiccata personalità umana e la profondità spirituale.La scelta religiosa sulle orme del fratello
Secondo quanto riportato, Scolastica, figlia di Eutropio, discendente dell’antica famiglia senatoriale romana degli Anicii e di Claudia morta subito dopo il parto gemellare, fu mandata all’età di 12 anni a Roma, assieme al fratello, restando entrambi profondamente turbati per la vita dissoluta che si conduceva in quella città. Benedetto per primo si ritirò in eremitaggio mentre Scolastica, rimasta erede del patrimonio familiare, rivelando distacco dai bene terreni, chiese al padre di potersi dedicare alla vita religiosa, entrando prima in un monastero vicino Norcia e poi trasferendosi a Subiaco, seguendo il fratello che aveva fondato l’Abbazia di Montecassino. Qui, a soli 7 chilometri di distanza, fondò il monastero di Piumarola, dove assieme alla consorelle seguì la Regola di san Benedetto, dando origine al ramo femminile dell’Ordine Benedettino.La regola del silenzioScolastica era solita raccomandare di osservare la regola del silenzio, e di evitare la conversazione con persone estranee al monastero, anche se visitatori devoti. Soleva ripetere: “Tacete o parlate di Dio, poiché quale cosa in questo mondo è tanto degna da doverne parlare?” E di Dio, Scolastica ama parlare soprattutto con il fratello Benedetto, con il quale s’incontra una volta l’anno. Luogo di questi colloqui spirituali è una casetta a metà strada tra i due monasteri.Il miracolo che sfida BenedettoGregorio racconta che nell’ultimo di questi incontri, datato il 6 febbraio del 543, poco prima della sua morte, Scolastica domandò al fratello di protrarre il colloquio fino al mattino seguente, ma Benedetto si oppose per non infrangere la Regola. Scolastica implorò allora il Signore di non far partire il fratello, scoppiando in un pianto dirotto: subito dopo un inaspettato e violento temporale costrinse Benedetto a restare, cosicché i due fratelli conversarono tutta la notte. Da annotare che la prima reazione di Benedetto all’improvviso acquazzone fu di contrarietà: “Dio onnipotente ti perdoni, sorella. Che hai fatto?” E Scolastica rispose: “Vedi, io ti ho pregato, ed egli mi ha esaudita. Ora esci, se puoi; lasciami pure e torna al monastero”. E’ una rivincita della sorella che non poté dispiacere all’amatissimo fratello, poiché proprio lui le aveva insegnato a rivolgersi nelle difficoltà a Colui cui tutto è possibile. Ecco spiccare le doti femminili di Scolastica, la dolcezza, la costanza e anche l’audacia per ottenere ciò che desidera ardentemente.Nella vita e nella morte uniti in Dio
Tre giorni dopo questo incontro – secondo il racconto di Gregorio – Benedetto ebbe notizia della morte della sorella da un segno divino: vide l'anima della sorella salire in Cielo sotto forma di colomba bianca. Volle quindi seppellirla nella tomba che aveva predisposto per sé e dove sarà anche lui sepolto, poco tempo dopo. “Come la mente loro sempre era stata unita in Dio, nelChi giunge oggi – dopo quindici secoli di storia – alla maestosa abbazia di Montecassino, vivrà l’emozione di trovarsi davanti alla tomba dei Santi fratelli, che stanno all'origine di una numerosa sequela di cercatori di Dio.