0203_Biagio - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


.03 FebbraioSAN BIAGIO, VESCOVO E MARTIRE

Antifona
Questo è un vero martire;
per il nome di Cristo ha versato il proprio sangue,
non ha temuto le minacce dei giudici:
così è giunto nel regno dei cieli.
Oppure:
Tutto considero una perdita
a motivo della conoscenza di Cristo
e della comunione alle sue sofferenze,
per rendermi conforme alla sua morte. (Cf. Fil 3,8.10)
Colletta
Esaudisci, o Padre, il popolo che ti invoca:
l’intercessione del martire san Biagio
ottenga da te pace e salute nel tempo presente
e l’aiuto per giungere alla gioia dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura
Per fede conquistarono regni. Dio per noi aveva predisposto qualcosa di meglio.
Dalla lettera agli Ebrei
Eb 11,32-40
Fratelli, che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuèle e dei profeti; per fede, essi conquistarono regni, esercitarono la giustizia, ottennero ciò che era stato promesso, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, sfuggirono alla lama della spada, trassero vigore dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri.
Alcune donne riebbero, per risurrezione, i loro morti. Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono insulti e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, tagliati in due, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati - di loro il mondo non era degno! -, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra.
Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.
Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 30 (31)
R. Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore.
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia. R.
Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dai litigi delle lingue. R.
Benedetto il Signore,
che per me ha fatto meraviglie di grazia
in una città fortificata. R.
Io dicevo, nel mio sgomento:
«Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto. R.
Amate il Signore, voi tutti suoi fedeli;
il Signore protegge chi ha fiducia in lui
e ripaga in abbondanza chi opera con superbia. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo. (Lc 7,16)
Alleluia.

Vangelo
Esci, spirito impuro, da quest'uomo.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 5,1-20
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
Parola del Signore.

Sulle offerte
Padre clementissimo,
effondi su queste offerte la tua benedizione,
e confermaci nella fede
che san Biagio testimoniò versando il suo sangue.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Ti presentiamo, o Signore, queste offerte
nella memoria del tuo santo martire Biagio,
che nessuna prova poté separare dall’unità del corpo di Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Antifona alla comunione
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto:
senza di me non potete far nulla. (Gv 15,5)
Oppure:
«Chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita», dice il Signore. (Gv 8,12)
Dopo la comunione
Rinnovati dai santi misteri, ti preghiamo, o Signore:
fa’ che, imitando la mirabile costanza di san Biagio,
otteniamo il premio eterno
promesso a chi soffre a causa del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.


03 Febbraio San BIAGIOVescovo e Martire • lo stesso giorno ▼Sant’Ansgario (Oscar), vescovo -mf

Patronato: Malattie della gola • BIOGRAFIA
Biagio godette di molta venerazione nelle chiese d' Occidente, anche per i miracoli a lui attribuiti. Un giorno si recò da lui una donna, il cui il figlio era sul punto di morire, essendoglisi conficcata in gola una lisca di pesce. La benedizione del santo lo risanò immediatamente. Secondo una tradizione fu vescovo di Sebaste in Armenia e morì martire sotto Licinio (320-324).
MARTIROLOGIO
San Biagio, vescovo e martire, che in quanto cristiano subì a Sivas nell'antica Armenia il martirio sotto l'imperatore Licinio.

DAGLI SCRITTI...
Dai "Capitoli sulla perfezione spirituale" di Diadoco di Fotice, vescovo
È lume della vera saggezza discernere il bene dal male senza sbagliare. Quando ciò avviene, allora la via della giustizia conduce la mente a Dio, sole di giustizia, e introduce nello sfolgorio infinito della scienza la mente stessa che cerca ormai con grande fiducia l'amore. E' necessario che coloro che combattono cerchino di conservare l'animo libero da interno turbamento, perché la mente, discernendo i pensieri che le si affacciano, possa conservare nel santuario della memoria quelli che sono buoni e mandati da Dio, e scacciare invece quelli che sono cattivi e suggeriti dal demonio. Anche il mare quando è perfettamente calmo permette ai pescatori una visibilità che arriva fino al fondo, di modo che i pesci non sfuggono al loro sguardo. Ma quando è sconvolto dai venti, nasconde con le onde torbide ciò che nella calma mostra chiaramente; e così rimangono infruttuosi tutti gli accorgimenti che usano i pescatori per catturare i pesci. Ora è soltanto allo Spirito Santo che appartiene il compito di purificare le menti: infatti se non entra quel forte per sopraffare il ladro, la preda non gli potrà essere tolta. E' necessario quindi che noi con la pace dell'anima alimentiamo l'azione dello Spirito Santo, ossia che teniamo in noi stessi sempre accesa la lucerna della chiaroveggenza, poiché mentre essa risplende nel segreto della mente, non soltanto quegli attacchi insidiosi e tenebrosi dei demoni vengono scoperti, ma vengono altresì sgominati perché colpiti da quella luce santa e gloriosa. Per questo l'Apostolo raccomanda: "Non spegnerete lo Spirito" (1 Ts 5, 19), cioè non rattristate lo Spirito Santo a causa della vostra malizia o dei cattivi pensieri, perché egli non desista dal proteggervi con quel suo divino splendore. In realtà non è possibile spegnere quel lume eterno e vivificante che è lo Spirito Santo, ma è possibile che la sua tristezza, ossia la nausea per noi, lo costringa a lasciare priva della luce della conoscenza e tutta avvolta nella oscurità la nostra anima. Il discernimento della mente è la perfetta sapienza con la quale le cose vengono giudicate. Quando l'organismo è sano, con il senso del gusto noi sappiamo distinguere ciò che fa bene da quanto ci fa male e cerchiamo quanto ci piace. Così è della nostra mente, quando è in perfetto equilibrio. Pur in mezzo a mille preoccupazioni, è in grado di godere pienamente della consolazione divina. Anzi può conservare a lungo il ricordo della sua dolcezza mediante l'esercizio della carità. Questa poi tende a conseguire beni sempre più alti, come dice l'Apostolo: E di questo vi prego: che la vostra carità cresca sempre più in ogni scienza ed in ogni senso, perché tendiate a beni più grandi (Capp. 6. 26. 27. 30; PG 65, 1169. 1175-1176)
Nota dal messale
Biagio (sec. IV), secondo la tradizione, fu vescovo di Sebaste in Armenia (attuale Sivas,Turchia), dove subì il martirio. È figura molto venerata nel mondo contadino, anche per le guarigioni che gli furono attribuite.Dal Comune dei martiri: per un martire, pp. 716-717, o dal Comune dei pastori:
per un vescovo, pp. 727-728.

Benedizione particolare nella festa di San Biagio
Nel giorno della sua memoria possono essere impartite le benedizioni particolari, invocando la sua intercessione, come patrono particolare delle malattie della gola. Si fanno con le candele incrociate e la benedizione particolare.Introduzione:
Veneriamo quest'oggi San Biagio, vescovo Armeno di Sebaste, città della odierna Turchia. San Biagio è stato martirizzato verso l'anno 316. La tradizione tramanda che San Biagio abbia guarito dal soffocamento un bambino, al quale un osso del pesce gli si era conficcato nella gola. Oggi, proprio per questo onoriamo san Biagio come patrono dei malati alla gola.(Si possono usare le candele già benedette nella festa di ieri, della Candelora, ma comunque è sempre consigliata la benedizione che, oltre il carattere sacro ha anche quello istruttivo)Benedizione delle candele:
Chiediamo al Signore, Dio, Padre onnipotente, fonte di vita, la salute della gola e la grazia di usare il dono della nostra voce affinché Dio in tutto sia glorificato e il popolo sempre edificato.
(un momento di silenzio)Dio onnipotente ed eterno, tu hai creato il mondo intero. Per tuo amore hai mandato a noi tuo Figlio Gesù Cristo, nato dalla Vergine Maria, per sanare le nostre malattie, del corpo e dello spirito. San Biagio, glorioso vescovo, testimoniando la sua fede, ha conquistato la palma del martirio. Tu Signore, a lui hai concesso la grazia di guarire le malattie della gola. Ti preghiamo, benedici queste candele, + affinché i tuoi fedeli, per l'intercessione di San Biagio, siano liberati dalle malattie della gola e da ogni altro male, e perché possano sempre ringraziarti, per Cristo nostro Signore. Amen.
(asperge le candele con l'acqua benedetta)
(La benedizione con le candele incrociate sulla gola del fedele).PER L'INTERCESSIONE DI SAN BIAGIO, IL SIGNORE TI LIBERI DAL MAL DI GOLA E DA OGNI ALTRO MALE. IN NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO. AMEN.


Sant' Ansgario (Oscar), vescovo di Amburgo e Brema, apostolo della Scandinavia • 03 febbraio
Era uno studioso, Oscar: fin da piccolo allievo dei  benedettini presso l’abbazia di Corbie, nei pressi di Amiens, in  Piccardia, nella Francia settentrionale. Qui tornerà più tardi da monaco  e poi da “magister interno”, incarico che svolgerà nella nuova Corbie,  comunità nata in Sassonia.
La missione nel grande Nord
Nell’826 Oscar parte per la Danimarca con il nuovo re Harald che ha  appena battezzato, ma dopo appena un anno il sovrano è costretto a  lasciare il trono. Oscar quindi seguirà il monaco Vittmaro nella sua  missione in Svezia, dove il re locale è tollerante nei confronti della  predicazione del cristianesimo, considerata la religione dei forestieri e  seguita per lo più dai prigionieri di guerra. I risultati sono talmente  buoni che il nuovo imperatore Lodovico il Pio incoraggia la nascita in  queste terre di una nuova struttura ecclesiastica che però avrà come  sede Amburgo, al di qua del mare. Oscar diventa quindi vescovo.
Il seme dell’evangelizzazione
Quando muore Lodovico, l’impero inizia a frantumarsi anche a causa  delle incursioni di popoli come i Normanni che in quegli anni devastano i  territori dell’Europa settentrionale. L’ondata vichinga raggiunge  Amburgo, tanto che Oscar è costretto a riparare a Brema dove, da  vescovo, trascorrerà gli ultimi anni di vita, lavorando, secondo alcune  fonti, all’opera di una Biblia pauperum, di cui alcuni frammenti sono  ancora oggi conservati nella cattedrale della città. Muore nell’865,  senza aver visto realizzato il sogno di una profonda evangelizzazione  del Nord Europa, ma con la gioia di aver gettato il primo piccolo seme  dell’annuncio cristiano in queste terre.

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