Vincenzo Pallotti • (1795-1850)
Beatificazione: • 22 gennaio 1950 • Papa Pio XII
Canonizzazione: • 20 gennaio 1963 • Papa Giovanni XXIII
- Basilica Vaticana • Ricorrenza: • - 22 gennaio
Sacerdote: fondatore della Società dell’Apostolato Cattolico, con gli scritti e con le opere sollecitò la vocazione di tutti i battezzati in Cristo a lavorare con generosità per la Chiesa; Promosse il ruolo dei laici nella Chiesa in anticipo sui tempi, vincendo le diffidenze del mondo ecclesiastico, sognando una comunità in cui tutti fossero "apostoli"
"L’annuncio del Vangelo non spetta solo al clero ma a tutti i battezzati, uomini e donne"
Vincenzo Pallotti nacque a Roma il 21 aprile 1795, terzo di dieci figli.
Fu ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano il 16 maggio 1818.
Apparteneva al clero di Roma. Era quindi un prete romano che nella prima metà dell'Ottocento si è distinto tra i sacerdoti per la sua formazione intellettuale e spirituale. Era un modello di sacerdote buon pastore che guidava e difendeva i credenti nel tempo dell'indebolimento della fede. Ma, soprattutto, si è iscritto nella storia della Chiesa con le sue iniziative per promuovere la formazione spirituale e pastorale dei sacerdoti romani.
Aveva un'ampia conoscenza della vita sacerdotale, egli era convinto che il fondamento della santità dei sacerdoti e del loro impegno pastorale fosse la buona formazione. Perciò fin dall'inizio della sua attività sacerdotale si notò la sua grande premura per il continuo rinnovamento della vita del clero.
L'esercizio dell'incarico di direttore spirituale accresceva la sua convinzione della necessità di una profonda formazione sacerdotale, soprattutto di quella missionaria. Quale dovesse essere il tenore della formazione spirituale lo dice questo appunto: «Per disporre gli alunni ad essere veri missionari tra gli infedeli è necessario formarli nella pratica indicata da Gesù Cristo: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” ( Matteo , 16, 24)» ( Opere complete xi, p. 449).
Negli scritti di Vincenzo Pallotti ricorre continuamente il pensiero che l'ecclesiastico deve impegnarsi personalmente a crescere lungo tutto il cammino della sua vita. Il Pallotti era convinto che esiste un legame intrinseco tra la crescita spirituale, lo studio e l'impegno apostolico. Riguardo a ciò merita attenzione il suo testo sull'obbligo di tutti i sacerdoti «di crescere nella santità e d'istruirsi» (cfr. ibidem ii, pp. 81-86). E il Pallotti enumerava i campi in cui ci si deve istruire e cercare di impegnarsi continuamente: la Sacra Scrittura, la storia ecclesiastica, la teologia dogmatica e fondamentale, la teologia dei sacramenti, la liturgia e la teologia morale. Di conseguenza, lo scopo fondamentale di questa continua istruzione è espressa dal Pallotti in questi termini: «Per non tornare indietro e per vivere sempre nella più perfetta imitazione della vita del nostro Signore Gesù Cristo; onde efficacemente cooperare alle opere della sua maggiore gloria, e della maggiore santificazione delle anime» ( ibidem VII, pp. 63-64).
Vincenzo Pallotti iniziò nel 1839 a celebrare nella chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani, a via Giulia, nel mese di maggio, con i sacerdoti romani, sia diocesani che religiosi. All'origine c'erano la sua devozione mariana e l'intento di arrivare più profondamente all'animo di tutti i fedeli. A tal riguardo si deve ricordare che nel 1833 il Pallotti compose il testo del mese mariano in tre versioni (per i consacrati, i fedeli e gli ecclesiastici). I sacerdoti romani risposero con un'attiva partecipazione all'invito del Pallotti di celebrare insieme il mese mariano nella chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani. I presbiteri espressero il desiderio di radunarsi nello stesso luogo periodicamente nel corso dell'anno. Così nacque l'idea delle conferenze settimanali per i sacerdoti, che ebbero luogo nella chiesa fin dal 1839.
La prima conferenza settimanale per i sacerdoti ebbe luogo il 6 giugno 1839, primo giovedì del mese. Da quel giorno il clero romano cominciò a radunarsi ogni giovedì pomeriggio nella chiesa dello Spirito Santo in via Giulia. Vi parteciparono presbiteri diocesani e regolari, monsignori, teologi, consultori dei dicasteri pontifici e anche alcuni vescovi. Le conferenze, grazie a Vincenzo Pallotti, erano indirizzate a rinnovare la vita spirituale e all'aggiornamento pastorale. Nell'intraprendere quest'iniziativa, il Pallotti si ispirò all'idea di san Vincenzo de' Paoli di promuovere adunanze periodiche di ecclesiastici per la loro preparazione pastorale. In questi raduni si proponeva un caso di morale o di liturgia, lo si analizzava e si davano le soluzioni.
Vincenzo Pallotti era profondamente convinto che ogni sacerdote doveva sentirsi responsabile della propria formazione ed essere aperto ad accogliere i suggerimenti degli altri. Il presbitero per crescere ha bisogno di formarsi. Inoltre, il progresso delle scienze e i cambiamenti nel mondo esigono un aggiornamento continuo del nostro sapere per poter operare in modo efficace. È una necessità di vita. Ma ciò che sorprende nel pensiero del Pallotti è la sua motivazione spirituale: dobbiamo istruirci per imitare Gesù Cristo. Ciò costituisce un fondamento cristologico solido della formazione sacerdotale.