LETTURA e COMMENTO
20 Gennaio • San FABIANO • Papa e Martire - mF
Antifona
Questo santo lottò fino alla morte per la legge di Dio,
non temette le minacce degli empi;
la sua casa era fondata sulla roccia.
Oppure:
Il Signore gli diede vittoria nella lotta,
perché sapesse che più potente di tutto è la fedeltà di Dio. (Cf. Sap 10,12)
Colletta
O Dio, gloria dei tuoi sacerdoti, donaci,
per l’intercessione del tuo martire san Fabiano,
di crescere nella comunione dell’unica fede
e nel degno compimento del nostro servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì.
Dalla lettera agli Ebrei • Eb 5,1-10
Fratelli, ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per il bene degli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l'ordine di Melchìsedek».
Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchìsedek.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 109 (110)
R. Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.
Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi». R.
Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici! R.
A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora,
come rugiada, io ti ho generato. R.
Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb 4,12)
Alleluia.
Vangelo
Lo sposo è con loro.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,18-22
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Parola del Signore.
Sulle offerte
Santifica con la tua benedizione, o Signore,
i doni che ti presentiamo:
questa offerta accenda in noi la stessa fiamma del tuo amore
che sostenne san Fabiano nel superare i tormenti del martirio.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Accogli, o Signore, i doni che ti offriamo
nella memoria del santo martire Fabiano
e fa’ che ti siano graditi,
come fu preziosa ai tuoi occhi l’effusione del suo sangue.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
«Se qualcuno vuol venire dietro a me,
rinneghi se stesso, prenda la sua croce
e mi segua», dice il Signore. (Mt 16,24)
Oppure:
«Chi avrà perduto la propria vita per causa mia,
la troverà in eterno», dice il Signore. (Mt 10,39)
Dopo la comunione
La partecipazione ai tuoi santi misteri
ci comunichi, o Signore,
lo spirito di fortezza che rese il tuo santo martire Fabiano
fedele nel servizio e vittorioso nella passione.
Per Cristo nostro Signore.
20 Gennaio • San FABIANO • Papa e Martire
BIOGRAFIA
Eletto vescovo della Chiesa di Roma nel 236. Poco si legge nella storia di lui, quasi sconosciuto prima dell'elezione al Pontificato, ma è celebre per il modo con cui fu eletto a reggere la cattedra di S. Pietro. Nonostante le minacce di persecuzione, organizzò il piano religioso della Roma cristiana, dividendo la città in sette quartieri, amministrati ciascuno da un diacono. Egli fu una delle prime vittime della persecuzione di Decio, che lo considerava come un nemico personale ed un rivale. Fu coronato con il martirio nel 250 e fu sepolto nel cimitero di S. Callisto.
MARTIROLOGIO
San Fabiano, papa e martire, che da laico fu chiamato per grazia divina al pontificato e, offrendo un glorioso esempio di fede e di virtù, subì il martirio durante la persecuzione dell'imperatore Decio; san Cipriano si felicita del suo combattimento, perché diede una testimonianza irreprensibile e insigne nel governo della Chiesa; il suo corpo in questo giorno fu deposto a Roma sulla via Appia nel cimitero di Callisto.
DAGLI SCRITTI...
Dalle "Lettere" di san Cipriano, vescovo e martire
Quando fu informato della morte di papa Fabiano, san Cipriano scrisse ai presbiteri e ai diaconi di Roma questa lettera: "Era ancora incerta da noi la notizia della morte di quel santo mio confratello nell'episcopato, e le informazioni oscillavano dubbie, quando ricevetti da voi la lettera, mandatami per mezzo del suddiacono Cremenzio, dalla quale venivo pienamente informato della sua gloriosa morte. Allora esultai perché all'integrità del suo governo era seguita una nobile fine.
A questo riguardo, mi rallegro moltissimo anche con voi, perché onorate la sua memoria con una testimonianza così solenne e splendida, facendo conoscere anche a noi la memoria gloriosa che voi avete del vostro vescovo e offrendo anche a noi un esempio di fede e di fortezza. Infatti, quanto é dannosa per i sudditi la caduta di chi é a capo, altrettanto invece é utile e salutare un vescovo che si offre ai fratelli come esempio di fermezza di fede".
Sembra che prima ancora di ricevere questa lettera, la chiesa di Roma offrisse alla chiesa di Cartagine la seguente testimonianza della sua fedeltà nella persecuzione: "La chiesa resiste forte nella fede. E' vero che alcuni, o perché impressionati dalla risonanza che avrebbero potuto suscitare a causa della loro alta posizione sociale, o per via della fragilità umana, hanno ceduto, tuttavia, per quanto ormai separati da noi, non li abbiamo abbandonati nella loro defezione, ma li abbiamo aiutati e ancora siamo loro vicini perché si riabilitino mediante la penitenza e ricevano il perdono di colui che lo può concedere.
Se, infatti, noi li lasciassimo in balia di se stessi, la loro caduta diventerebbe irreparabile. Cercate di fare anche voi altrettanto, fratelli carissimi, porgendo la mano a coloro che sono caduti perché si rialzino. Così se dovessero ancora subire l'arresto, si sentiranno forti per confessare questa volta la fede e rimediare all'errore precedente. Permetteteci di ricordarvi anche qual é la linea da seguire su un altro problema. Coloro che cedettero nella prova, se infermi, e purché pentiti e desiderosi della comunione con la chiesa, devono essere soccorsi. Le vedove e altri impossibilitati a presentarsi spontaneamente, come pure quanti si trovano in carcere o lontani dalle loro case, devono trovare chi provveda loro. Nemmeno i catecumeni colpiti dalla malattia devono rimanere delusi nelle loro attese di aiuto. Vi salutano i fratelli che sono in carcere, i presbiteri e tutta la chiesa, la quale con la massima sollecitudine vigila su tutti coloro che invocano il nome del Signore. Ma anche noi domandiamo il contraccambio del vostro ricordo".(Lett. 9, 1 e 8, 2-3; CSEL 3, 488-489.487-488)
Nota del messale
San Fabiano, papa e martire
Fabiano, papa per quasi quindici anni (236-250/251), organizzò la Chiesa di Roma in sette circoscrizioni ecclesiastiche, affidando ciascuna di esse a un diacono. Subì il martirio durante la persecuzione dell’imperatore Decio e fu sepolto nel cimitero di Callisto. Sia la Depositio martyrum (336) sia il Martirologio geronimiano (sec. V-VI) lo ricordano il 20 gennaio.
Dal Comune dei martiri: per un martire, o dal Comune dei pastori: per un papa.
Colletta propria
O Dio, gloria dei tuoi sacerdoti, donaci, per l’intercessione del tuo martire san Fabiano, di crescere nella comunione dell’unica fede e nel degno compimento del nostro servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
San Sebastiano, martire • 20 gennaioIl desiderio del martirioLa Depositio martyrium, del 354, è il più antico, seppur sintetico documento, che certifica il martirio di san Sebastiano: “XIII Kal. Feb. Fabiani in Callisti et Sebastiani in Catacumbas”. Nome, martirio, luogo del sepolcro e culto. Un secondo documento lo ritroviamo nel commento al Salmo 118 da parte di sant’Ambrogio, il quale dichiara che Sebastiano – di origine milanese - è andato a Roma e qui, non si conosce per quali motivi, ha subito il martirio (III o IV secolo).Sebastiano entrò nelle guardie pretoriane e raggiunse presto alte cariche, divenendo gradito agli imperatori Diocleziano e Massimiliano per la sua fedeltà e lealtà, tanto da entrare a far parte delle guardie personali. Questa sua posizione gli permetterà di aiutare segretamente i cristiani in carcere e di testimoniare la sua fede alle nobili famiglie. Questa sua azione “sovversiva” venne scoperta e fu chiamato a giudizio dagli imperatori. La Passio così riporta l’evento: “Io ti ho posto tra i grandi, dandoti libero accesso al mio palazzo, e tu ordisci trame contro la mia salute e rechi pure ingiurie agli dèi dello Stato?”. Sebastiano avrebbe risposto: “ho sempre pregato Cristo per la tua salute e per la sicurezza dello stato in tutto l’impero ho sempre adorato il Dio che è nei cieli”.
Di fronte alla sua coerente fermezza, Diocleziano lo condannò a morte mediante il supplizio delle frecce. Legato nudo a un palo, fu colpito da tante frecce da sembrare un “riccio”. Abbandonato a quel palo, perché creduto morto, fu lasciato solo. Irene, matrona cristiana, andò con le ancelle per dargli degna sepoltura, ma trovatolo ancora vivo, lo portarono via e lo curarono. Sebastiano riprese salute e fu invitato a lasciare la città di Roma. Egli invece, saputo che gli imperatori si trovavano al tempio di Ercole, li volle affrontare pubblicamente. Dopo l’iniziale sorpresa nel vederlo ancora vivo, fu nuovamente arrestato e flagellato e, perché i cristiani non andassero ancora una volta a recuperarne il corpo, lo gettarono nella cloaca della città. Lo stesso santo apparve però a una donna cristiana, Lucina, indicandole dove si trovava e ordinandole di seppellirlo presso la tomba dei santi Pietro e Paolo.La Passio san SebastianiLa Passio, scritta dal romano Arnobio il Giovane è stata composta intorno al V secolo, ambientata a Roma: lo si coglie da tanti dettagli che solo un romano poteva conoscere. Si tratta di un romanzo storico ricco di particolari prodigiosi, di conversioni, di discorsi in difesa della fede. Sarà grazie a quest’opera, per il suo stile fluido e romanzato, che il culto di san Sebastiano si diffuse velocemente. Se è vero che non è possibile riconoscere tutti i dettagli di quest’opera riguardo la vita e il martirio di Sebastiano, è altrettanto vero che i dati essenziali attorno ai quali ruota il racconto hanno radici storiche e consolidate. Un martirio che testimonia quanto solidarietà e vicendevole premura c’era trai cristiani del tempo e che anche quanti rivestivano importanti cariche pubbliche erano pronti a rischiare la loro posizione e la loro vita per fedeltà a Cristo.Il cultoSebastiano è considerato il terzo patrono di Roma dopo Pietro e Paolo.Centro principale di venerazione è sulla via Appia nel cimitero delle catacombe, come ricordato dal più antico documento che testimonia del martirio, la Depositio martyrum. Il cimitero in catacumbas fu celebre per la memoria Apostolorum: già nel IV secolo fu infatti costruita una basilica loro dedicata. Alla basilica degli Apostoli, fu nel tempo collegata una seconda basilica dove furono poste le reliquie di san Sebastiano, dato i tanti pellegrini che richiedevano di poterne venerare la tomba.Colore Liturgico rosso
Antifona
Questo è un vero martire;
per il nome di Cristo ha versato il proprio sangue,
non ha temuto le minacce dei giudici:
così è giunto nel regno dei cieli.
Oppure:
Tutto considero una perdita
a motivo della conoscenza di Cristo
e della comunione alle sue sofferenze,
per rendermi conforme alla sua morte. (Cf. Fil 3,8.10)
Colletta
Donaci, o Signore, lo spirito di fortezza, perché,
sostenuti dal glorioso esempio del tuo martire san Sebastiano,
impariamo a obbedire a te piuttosto che agli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì.
Dalla lettera agli Ebrei
Eb 5,1-10
Fratelli, ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per il bene degli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l'ordine di Melchìsedek».
Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchìsedek.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 109 (110)
R. Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.
Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi». R.
Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici! R.
A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora,
come rugiada, io ti ho generato. R.
Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. (Eb 4,12)
Alleluia.
Vangelo
Lo sposo è con loro.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,18-22
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Parola del Signore.
Sulle offerte
Padre clementissimo,
effondi su queste offerte la tua benedizione,
e confermaci nella fede
che san Sebastiano testimoniò versando il suo sangue.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Ti presentiamo, o Signore, queste offerte
nella memoria del tuo santo martire Sebastiano,
che nessuna prova poté separare dall’unità del corpo di Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Antifona alla comunione
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto:
senza di me non potete far nulla. (Gv 15,5)
Oppure:
«Chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita», dice il Signore. (Gv 8,12)
Dopo la comunione
Rinnovati dai santi misteri, ti preghiamo, o Signore:
fa’ che, imitando la mirabile costanza di san Sebastiano,
otteniamo il premio eterno
promesso a chi soffre a causa del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.