LETTURA e COMMENTO
13 Gennaio • SANT'ILARIO DI POITIERS •VESCOVO e DOTTORE della CHIESA (mf) ► AGIOGRAFIAAntifona
In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca,
il Signore lo ha colmato dello spirito
di sapienza e d’intelligenza;
gli ha fatto indossare una veste di gloria. (Cf. Sir 15,5)
Oppure:
La bocca del giusto medita sapienza
e la sua lingua esprime verità;
la legge del suo Dio è nel suo cuore. (Cf. Sal 36,30-31)
Colletta
Dio onnipotente,
donaci di conoscere e professare nella vera fede
la divinità del tuo Figlio,
che il vescovo sant’Ilario
affermò con zelo infaticabile.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Dalla lettera agli Ebrei • Eb 1,1-6
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell'alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto:
«Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»?
e ancora:
«Io sarò per lui padre
ed egli sarà per me figlio»?
Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice:
«Lo adorino tutti gli angeli di Dio».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 96 (97)
R. Adoriamo il Signore insieme ai suoi angeli.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.
Annunciano I cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
A lui si prostrino tutti gli dèi! R.
Perché tu, Signore,
sei l'Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino, dice il Signore:
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)
Alleluia.
Vangelo
Convertitevi e credete nel Vangelo.
Dal Vangelo secondo Marco • Mc 1,14-20
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.
Sulle offerte
Sia a te gradito, o Dio, il sacrificio che ti offriamo con gioia
nella memoria di sant'Ilario
che ci ha insegnato a offrirti tutta la nostra vita
in un unico canto di lode.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Ecco il servo fedele e prudente,
che il Signore ha messo a capo della sua famiglia,
per nutrirla al tempo opportuno. Alleluia. (Cf. Lc 12,42)
Oppure:
Chi medita giorno e notte la legge del Signore,
porterà frutto a suo tempo. Alleluia. (Cf. Sal 1,2-3)
Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti di Cristo, pane vivo,
nella memoria di sant'Ilario
formaci alla scuola del Vangelo,
perché conosciamo la tua verità
e la viviamo nella carità fraterna.
Per Cristo nostro Signore.
Sant'Ilario, vescovo e dottore della ChiesaCommento alle Letture tratto dal MESSALE DELL'ASSEMBLEA CRISTIANA - FESTIVO opera del CENTRO CATECHISTICO SALESIANO Leumann (Torino) Editori ELLE DI CI - ESPERIENZE - EDIZIONI O.R. - QUERINIANA13 GENNAIO
SANT' ILARIO
vescovo e dottore della Chiesa
(315?-367)
Memoria facoltativa
LETTURE: 1 Gv 2,18-25; Sal 36; Mt 11,25-30
Convertito al cristianesimo da adulto - attraverso la lettura della Bibbia e la riflessione sul fine dell’uomo - Ilario fu eletto vescovo della sua città di Poitiers e si schierò deciso contro l’eresia ariana. Mandato in esilio in Asia Minore, studiò il pensiero teologico orientale e lottò con vigoria per la difesa della fede. Rimandato in patria, conciliante e forte a un tempo, operò per la conversione degli ariani. Il suo zelo lo fece chiamare «l’Atanasio dell’Occidente». Scrisse un’ampia opera su La Trinità, un famoso Commento sui salmi, inni religiosi e opere esegetiche. Fu un grande divulgatore della fede cristiana e contribuì, con l’aiuto della ragione, allo sviluppo e alla strutturazione della teologia sulla rivelazione, rappresentando l’unione del pensiero cristiano dell’Oriente e dell’Occidente.
Ti servirò col predicarti
Dal «Trattato sulla Trinità» di sant’Ilario, vescovo.
Io sono consapevole che tu, o Dio Padre Onnipotente, devi essere il fine principale della mia vita, in maniera che ogni mia parola, ogni mio sentimento, esprima te.
L’esercizio della parola, di cui mi hai fatto dono, non può avere ricompensa più ambita che quella di servirti facendoti conoscere, di mostrare a questo mondo che ti ignora o all’eretico che ti nega, che tu sei Padre, Padre cioè dell’Unigenito Dio.
Questo solo è il fine che mi propongo. Per il resto bisogna invocare il dono del tuo aiuto e della tua misericordia, perché tu col soffio del tuo Spirito possa gonfiare le vele della nostra fede e della nostra lode e guidarci sulla rotta della proclamazione intrapresa. Non viene meno infatti alla sua parola colui che ci ha fatto questa promessa: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Mt 7, 7).
Allora noi, poveri come siamo, ti chiederemo ciò che ci manca e scruteremo con zelo tenace le parole dei tuoi profeti e dei tuoi apostoli, e busseremo a tutte le porte che sbarrano il riconoscimento della verità. Ma dipende da te concedere l’oggetto della nostra preghiera, essere presente a quanto si chiede, aprire a chi bussa.
La natura è presa da una strana pigrizia e non possiamo capire ciò che ti riguarda per la debolezza della nostra intelligenza. Ma lo studio dei tuoi insegnamenti ci mette in grado di intendere la tua divinità, e la sottomissione alla fede ci innalza al di sopra della conoscenza naturale. Attendiamo dunque che tu dia slancio agl’inizi di questa impresa, causa per noi di trepidazione, che la consolidi con crescente successo e ci chiami a partecipare dello spirito dei profeti e degli apostoli, perché possiamo capire le loro parole nello stesso senso con cui essi le hanno pronunziate e le interpretiamo nel loro significato.
Parleremo, infatti, di quanto essi predicarono per tua ispirazione. Annunzieremo cioè te, Dio eterno, Padre dell’eterno e unigenito Dio. Confesseremo che tu solo sei senza nascita con l’unico nostro Signore Gesù Cristo, generato da te fin dall’eternità e da non annoverarsi fra gli dèi. Generato da te, che sei l’unico Dio e non da diversa sostanza. Crederemo che è veramente Dio colui che è nato da te, che sei veramente Dio e Padre.
Aprici dunque l’autentico significato delle parole, e donaci luce per comprendere, efficacia di parola, vera fede. Fa’ che possiamo esprimere ciò che crediamo, che proclamiamo te, unico Dio Padre, e l’unico Signore Gesù Cristo, secondo quanto ci è stato trasmesso dai profeti e dagli apostoli. Fa’ che contro gli eretici, che lo negano, sappiamo affermare che tu, o Padre, sei Dio insieme al Figlio, e sappiamo predicarne senza errori la divinità.MESSALEAntifona d'Ingresso Dn 12, 3
I saggi rifulgeranno come lo splendore del firmamento; coloro che insegneranno a molti la giustizia brilleranno come stelle per sempre.
Qui docti fúerint, fulgébunt quasi splendor firmaménti, et qui ad iustítiam erúdiunt multos, quasi stellæ in perpétuas æternitátes.
Colletta
Dio onnipotente e misericordioso, concedi al tuo popolo di conoscere e professare, nella vera fede dei padri, la divinità del Cristo tuo Figlio, di cui il vescovo sant'Ilario fu tenace testimone e maestro. Per il nostro Signore...
Præsta, quæsumus, omnípotens Deus, ut divinitátem Fílii tui, quam beátus Hilárius epíscopus constánter asséruit, et conveniénter intellégere valeámus, et veráciter profitéri. Per Dóminum.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura 1 Gv 2,18-25
Colui che professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli, questa è l'ultima ora. Come avete udito che deve venire l'anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l'ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri. Ora voi avete l'unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza. Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità. Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 36
Risplende nei giusti la sapienza del Signore.
Confida nel Signore e fa' il bene;
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.
Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.
La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.
Canto al Vangelo Cf Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli ha rilevato i misteri del regno dei cieli.
Alleluia.
Vangelo Mt 11,25-30
Hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Sulle Offerte
La partecipazione ai tuoi misteri, o Padre, ci riempia della luce del tuo Spirito, che illuminò sant'Ilario e lo fece messaggero e testimone della tua gloria. Per Cristo ...
Illa nos, quæsumus, Dómine, divína tractántes, Spíritus Sanctus fídei luce perfúndat, qua beátum Hilárium ad glóriæ tuæ propagatiónem iúgiter collustrávit. Per Christum.
Antifona alla Comunione 1 Cor 1,23-24
Noi predichiamo Cristo crocifisso.
Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.
Nos prædicámus Christum crucifíxum, Christum, Dei virtútem et Dei sapiéntiam.
Dopo la Comunione
O Dio, che ci hai accolti al tuo sacro convito, fa' che per gli insegnamenti di sant'Ilario raggiungiamo un'esperienza sempre più viva del tuo amore, per rimanere in perenne rendimento di grazie.
Cælésti alimónia refécti, súpplices te, Dómine, deprecámur, ut, beáti Hilárii mónitis obsequéntes, de accéptis donis semper in gratiárum actióne maneámus. Per Christum.
13 Gennaio • Sant'Ilario, vescovo di Poitiers e dottore della Chiesa • MfBIOGRAFIA • Nacque agli inizi del secolo IV a Poitiers, in seno al paganesimo, da una delle più illustri famiglie di Francia. Fu uno dei grandi campioni della fede cattolica nella difesa della divinità di Cristo. Eletto vescovo verso il 350 combatté coraggiosamente contro gli Ariani. Per ordine dell'imperatrice Costanza, venne mandato in esilio, in Frigia. Scrisse opere piene di sapienza e di dottrina in difesa della fede cattolica e opere di esegesi biblica. Egli ambiva il titolo di discepolo della verità e non ebbe altro fine che di far conoscere il nome di Dio, ed infuocare tutti i cuori della sacra fiamma del suo amore. Il Signore lo chiamò al premio dei giusti nell'anno 367.
MARTIROLOGIO
Sant'Ilario, vescovo e dottore della Chiesa: elevato alla sede di Poitiers in Aquitania, in Francia, sotto l'imperatore Costanzo seguace dell'eresia ariana, difese strenuamente con i suoi scritti la fede nicena sulla Trinità e sulla divinità di Cristo e fu per questo relegato per quattro anni in Frigia; compose anche celeberrimi Commenti ai Salmi e al Vangelo di Matteo.
DAGLI SCRITTI...
Dal " Trattato sulla Trinità" di sant'Ilario, vescovo.
Io sono consapevole che tu, o Dio Padre onnipotente, devi essere il fine principale della mia vita, in maniera che ogni mia parola, ogni mio sentimento, esprima te. L'esercizio della parola, di cui mi hai fatto dono, non può avere ricompensa più ambita che quella di servirti fecendoti conoscere, di mostrare a questo mondo che ti ignora, o all'eretico che ti nega, che tu sei Padre, Padre cioé dell'Unigenito Dio. Questo solo é il fine che mi propongo. Per il resto bisogna invocare il dono del tuo aiuto e della tua misericordia, perché tu col soffio del tuo Spirito possa gonfiare le vele della nostra fede e della nostra lode e guidarci sulla rotta della proclamazione intrapresa. Non viene meno infatti alla sua parola colui che ci ha fatto questa promessa: "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto" (Mt 7, 7).
Allora noi, poveri come siamo, ti chiederemo ciò che ci manca e scruteremo con zelo tenace le parole dei tuoi profeti e dei tuoi apostoli, e busseremo a tutte le porte che sbarrano il riconoscimento della verità. Ma dipende da te concedere l'oggetto della nostra preghiera, essere presente a quanto si chiede, aprire a chi bussa. La natura é presa da una strana pigrizia e non possiamo capire ciò che ti riguarda per la debolezza della nostra intelligenza. Ma lo studio dei tuoi insegnamenti ci mette in grado di intendere la tua divinità, e la sottomissione alla fede ci innalza al di sopra della conoscenza naturale. Attendiamo dunque che tu dia slancio agli inizi di questa impresa, causa per noi di trepidazione, che la consolidi con crescente successo e la chiami a partecipare dello spirito dei profeti e degli apostoli, perché possiamo capire le loro parole nello stesso senso con cui essi le hanno pronunziate e le interpretiamo nel loro significato. Parleremo, infatti, di quanto essi predicarono per tua ispirazione. Annunzieremo cioé te, Dio Eterno, Padre dell'Eterno e Unigenito Dio. Confesseremo che tu solo sei senza nascita con l'unico nostro Signore, Gesù Cristo, generato da te fin dall'eternità e da non annoverarsi fra gli déi. Generato da te, che sei l'unico Dio, e non da diversa sostanza. Crederemo che é veramente Dio colui che é nato da te, che sei veramente Dio e Padre.(Lib. 1, 37-38; Pl 10, 48-49).
Nota del messale
Ilario (Poitiers, Francia, 310/320 - 367/368), vescovo della sua città natale, difese con scritti di alto profilo (tra i quali soprattutto il trattato De Trinitate) la fede nella piena divinità del Figlio, affermata dal Concilio di Nicea (325) contro l’eresia di Ario. Per la sua ferma opposizione agli orientamenti filoariani della corte imperiale fu perseguitato ed esiliato. È ricordato nel Martirologio geronimiano (sec. V-VI) il 13 gennaio.Le origini e la conversione
Tanto scarse le notizie sulla sua vita, quanto invece abbondanti sono le opere teologiche che questo vero Defensor Fidei ci ha lasciato. Nato in una famiglia agiata gallo-romana e pagana, riceve una solida formazione letteraria e filosofica, ma solo dopo la conversione al cristianesimo - come egli stesso dichiarerà in una delle sue opere - riesce a trovare il senso del destino dell’uomo. E’ in particolare con la lettura del prologo al Vangelo di Giovanni, che Ilario inizia e dà una direzione alla propria ricerca interiore. Adulto, sposato e con una bambina, riceve il Battesimo e tra il 353 e il 354, viene eletto vescovo di Poitiers.
La lotta contro l’eresia
Il periodo storico in cui S. Ilario vive, è particolarmente caratterizzato da un pluralismo religioso e culturale che con pesanti polemiche intaccò il nucleo centrale della fede cristiana. In particolare, le dottrine di Ario, Ebione e Fotino - per citarne solo alcune - trovarono terreno fertile sia in Occidente che in Oriente, diffondendo eresie trinitarie e cristologiche che compromettevano il nucleo centrale della fede cristiana. Con coraggio e profonda competenza, S. Ilario inizia la sua “lotta” contro la polemica trinitaria e in particolare contro l’arianesimo, sostenendo invece che Cristo, solo se è vero Dio e vero uomo, può essere il salvatore degli uomini. In questo clima infuocato, S. Ilario pagò con l’esilio l’impegno per il ristabilimento dell’ordine nel pensiero teologico e per il ritorno alla verità.
L’esilio e il rientro a Poitiers
Siamo nel IV secolo, durante l’impero di Costanzo, figlio dell’imperatore Costantino il Grande. S. Ilario scrive una supplica all’imperatore - Liber II ad Constantium - chiedendo di potersi difendere pubblicamente, alla presenza dell’imperatore stesso, dalle accuse che Saturnino di Arles gli aveva ingiustamente mosso, additandolo come traditore della vera fede evangelica e costringendolo all’esilio nella Frigia (nell’attuale Turchia) per 4 anni. Sobillato dagli ariani che volevano sbarazzarsi di Ilario, Costantino lo rimanda a Poitiers dove, invece, viene accolto in trionfo. Ritornato in patria, riprende quindi l’attività pastorale affiancato anche dal futuro vescovo di Tours, S. Martino, che sotto la direzione di Ilario fonda a Ligugé il più antico monastero della Gallia, con l’obiettivo di contrastare gli effetti dell’eresia. Negli ultimi anni di vita compone anche un commento a cinquantotto Salmi. Muore nel 367 e di lui rimangono scritti esegetico-teologici e inni di argomento dottrinale. Tra le sue opere, anche il Commento al Vangelo di Matteo, il più antico commento in lingua latina di questo Vangelo. Le sue opere vennero pubblicate da Erasmo da Rotterdam a Basilea nel 1523, 1526 e 1528.
Le parole di Benedetto XVI
Nel 2007, continuando il ciclo di catechesi sui Padri Apostolici, Papa Benedetto si è soffermato sulla figura di Ilario di Poitiers riassumendo l’essenziale della sua dottrina in questa formula del Santo: “Dio non sa essere altro se non amore, non sa essere altro se non Padre. E chi ama non è invidioso, e chi è Padre lo è nella sua totalità. Questo nome non ammette compromessi, quasi che Dio sia padre in certi aspetti, e in altri non lo sia”.(315-367) • Convertito al cristianesimo da adulto - attraverso la lettura della Bibbia e la riflessione sul fine dell’uomo - Ilario fu eletto vescovo della sua città di Poitiers e si schierò deciso contro l’eresia ariana. Mandato in esilio in Asia Minore, studiò il pensiero teologico orientale e lottò con vigoria per la difesa della fede. Rimandato in patria, conciliante e forte a un tempo, operò per la conversione degli ariani. Il suo zelo lo fece chiamare «l’Atanasio dell’Occidente». Scrisse un’ampia opera su La Trinità, un famoso Commento sui salmi, inni religiosi e opere esegetiche. Fu un grande divulgatore della fede cristiana e contribuì, con l’aiuto della ragione, allo sviluppo e alla strutturazione della teologia sulla rivelazione, rappresentando l’unione del pensiero cristiano dell’Oriente e dell’Occidente.Ti servirò col predicarti