0107_Raimondo - LITURGIA della PAROLA

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Biografia ╬ VANGELO


07 GennaioSAN RAIMONDO DA PENAFORT, PRESBITERO • mf
Colore Liturgico bianco ► AGIOGRAFIA

Antifona
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
mi ha mandato ad annunciare ai poveri il lieto messaggio
e a risanare chi ha il cuore affranto. (Cf. Lc 4,18)
Oppure:
Il Signore lo scelse per sé,
perché gli offrisse sacrifici di lode. (Cf. Sir 45,16)
Colletta
O Dio, che hai fatto risplendere il presbitero san Raimondo [da Penafort)
di una singolare misericordia verso i peccatori e i prigionieri,
per sua intercessione concedi che,
infrante le catene del peccato,
possiamo compiere con cuore libero ciò che ti è gradito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono da Dio.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 3,22- 4,6
Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.
Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.
Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 2
R. Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli.
Voglio annunciare il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
Chiedimi e ti darò in eredità le genti
e in tuo dominio le terre più lontane». R.
E ora, siate saggi, o sovrani;
lasciatevi correggere, o giudici della terra;
servite il Signore con timore
e rallegratevi con tremore. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno,
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23)
Alleluia.

Vangelo
Il regno dei cieli è vicino.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,12-17.23-25
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.
Sulle offerte
Accogli, o Signore, i nostri doni
nella memoria di san Raimondo [da Penafort]
e fa’ che il sacrificio eucaristico che proclama la tua gloria
ci ottenga la salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine del mondo. (Mt 28,20)
Dopo la comunione
Il sacramento ricevuto, o Signore,
ci prepari alla gioia eterna
che san Raimondo [da Penafort] ha meritato come fedele dispensatore dei tuoi misteri.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Dio onnipotente, che ci hai nutriti al tuo santo convito,
fa’ che, seguendo gli esempi di san Raimondo [da Penafort],
ti onoriamo con fedele servizio
e ci prodighiamo verso tutti con carità instancabile.
Per Cristo nostro Signore.


07 Gennaio • San Raimondo di Penyafort • Sacerdote

San Raimondo de Penyafort, sacerdote domenicano, cofondatore dei Mercedari
Ordine dei Predicatori, Convento di Santa Sabina, Roma
San Raimondo nasce nel 1175 a Peñafort, in Catalogna. La sua è  una ricca famiglia nobile. Studia a Barcellona filosofia e retorica,  poi si trasferisce a Bologna dove si laurea in legge diventando  professore di Diritto canonico. Qualche anno dopo, il vescovo di  Barcellona Berengario IV, in viaggio in Italia, gli propone  di  diventare professore presso il Seminario che vuole istituire nella sua  diocesi. Raimondo torna dunque in Catalogna e, quattro anni più tardi,  nel 1222, si fa domenicano. Un anno più tardi, con l’aiuto del futuro  santo Pietro Nolasco, fonda l’“Ordine dei Mercedari”, con l’obiettivo di  riscattare gli schiavi cristiani e scrive un libro-guida per i  sacerdoti confessori.
Papa Gregorio IX affida a Raimondo un compito gravoso
Forse ne avrebbe fatto a meno, ma al Papa non può dire di no. Tanto  era grande l’apprezzamento di Gregorio IX nei riguardi della cultura  giuridica di Raimondo che decide di affidare proprio a lui un compito  immane, quello di raccogliere tutti gli atti emanati dai Pontefici in  materia disciplinare e dogmatica, rispondendo a quesiti o intervenendo  su questioni specifiche. Si tratta di mettere ordine in una massa enorme  di testi, un insieme plurisecolare di decisioni più o meno importanti,  ma Raimondo riesce nell’impresa, tanto che Gregorio IX, come ricompensa,  gli offre di diventare arcivescovo di Tarragona. Lui però rifiuta, è un  frate domenicano e desidera rimanere un semplice frate. Colpito da una  malattia ritorna nel suo primo monastero e ad una vita ritirata.
Per Raimondo non è ancora il tempo di riposare

Nel 1238 i suoi confratelli domenicani insistono: lo vogliono Maestro  generale dell’Ordine e Raimondo deve accettare. E’ il terzo generale  dei Domenicani, dopo Domenico di Guzman e Giordano di Sassonia. Nel suo  nuovo ruolo si mette in viaggio e, sempre a piedi, percorre tutta  l’Europa visitando convento per convento. E’ un’attività che lo sfianca  e, ormai settantenne, è costretto a lasciare l’incarico e a tornare a  ciò che più lo attira: la preghiera e lo studio. A cuore gli sta in modo  particolare la formazione dei nuovi predicatori dell’Ordine, che si sta  diffondendo in Europa. Raimondo è convinto che, in quanto missionari i  suoi confratelli devono essere capaci di avvicinare, interessare e  convincere le persone a cui vogliono annunciare Cristo. L’Ordine dunque  si deve dotare di tutti gli strumenti culturali indispensabili:  occorrono, ad esempio, testi idonei alla discussione con persone colte  di altre fedi e lui si impegna a prepararli. E’ necessario poi conoscere  da vicino la cultura di coloro ai quali si vuole portare il Vangelo:  ecco che Raimondo istituisce una scuola di ebraico a Murcia, in Spagna, e  una di arabo a Tunisi.
La morte lo raggiunge, quando ha 100 anni,  il 6 gennaio 1275 a  Barcellona, e si dice che durante le sue esequie avvennero molti  miracoli. Fu fatto santo nel 1601 da Papa Clemente VIII e oggi i suoi  resti mortali sono custoditi nella cattedrale della capitale della  Catalogna.San Raimondo de Penyafort, sacerdote domenicano, cofondatore dei Mercedari

BIOGRAFIA
Nacque  vicino a Barcellona circa l'anno 1175. Divenne dapprima canonico di  quella chiesa e fu accettato, in seguito, tra i Frati Predicatori. Per  ordine del papa Gregorio IX pubblicò la raccolta delle Decretali. Eletto  maestro generale del suo Ordine, lo governò con ottime leggi. Trai suoi  scritti si distingue la Summa casuum, per l'amministrazione esatta e  fruttuosa del sacramento della penitenza. Morì nell'anno 1275.

MARTIROLOGIO
San  Raimondo di Penyafort, sacerdote dell'Ordine dei Predicatori: insigne  conoscitore del diritto canonico, scrisse rettamente e fruttuosamente  sul sacramento della penitenza e, eletto maestro generale, preparò una  nuova redazione delle Costituzioni dell'Ordine; in avanzata vecchiaia a  Barcellona in Spagna si addormentò piamente nel Signore.

DAGLI SCRITTI...
Dalle «Lettere» di san Raimondo di Penafort, sacerdote
Se  il predicatore della verità, senza mentire, ha detto veramente che  tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo soffrono  persecuzione, nessuno, io penso, viene escluso da questa regola generale  se non colui che trascura o non sa vivere «con sobrietà, con giustizia e  pietà in questo mondo» (Tt 2, 12).
Ma sia lungi da voi  l'appartenere al numero di coloro che hanno case quiete, tranquille e  sicure, mentre la verga del Signore non è su di loro: trascorrono la  vita nella prosperità e in un attimo scenderanno all'inferno.
Al  contrario, la vostra purezza e pietà meritano ed esigono - perché siete  accetti e graditi a Dio - di essere affinate con colpi ripetuti fino  alla sincerità più completa. Se la spada talvolta si raddoppia e si  triplica su di voi, bisogna stimare anche tutto questo come gioia e  segno di amore.
La spada a doppio taglio è formata dalle battaglie  all'esterno e dai timori all'interno; questi ultimi sono raddoppiati o  triplicati quando lo spirito astuto rende inquiete le fibre più intime  del cuore con l'inganno e con le seduzioni. Questi tipi di combattimento  finora li avete conosciuti abbastanza, altrimenti sarebbe stato  impossibile raggiungere una così ammirevole pace e tranquillità  interiore.
Si raddoppia e si triplica esteriormente la spada quando,  senza motivo, nasce una persecuzione da parte di uomini di Chiesa  nell'ambito spirituale, dove le ferite più gravi sono quelle che vengono  dagli amici.
E' questa la croce di Cristo beata e desiderabile, che  il forte Andrea accolse con animo gioioso, nella quale solamente il  Vaso di elezione dice che dobbiamo gloriarci.
Guardate pertanto  all'autore e conservatore della fede, a Gesù che patì nella più grande  innocenza e anche da parte dei suoi e fu computato fra i malfattori; e,  bevendo il calice così glorioso del Signore Gesù, rendete grazie a Dio  che ci dona ogni bene.
Il Dio stesso dell'amore e della pace doni la  pace ai vostri cuori e affretti il vostro cammino, per nascondervi  lontano dagli intrighi degli uomini al riparo del suo volto, fino a  quando non vi avrà introdotti e trapiantati in quella pienezza, dove  risiederete per sempre nella bellezza della pace, nelle tende della  fiducia, nel riposo dell'abbondanza.
Nota del messale
Raimondo  (Santa Margarida i els Monjos, Spagna, fine sec. XII - Barcellona, 6  gennaio 1275), dopo un periodo di studi e di insegnamento a Bologna,  entrò nell’ordine dei Frati Predicatori. Grazie alla sua sapienza  giuridica fu abile mediatore in numerosi conflitti ed equilibrato  protagonista di confronti dottrinali con ebrei e musulmani. Per ordine  di papa Gregorio IX aggiornò la pubblicazione degli atti legislativi  pontifici (Collectio decretalium). Fu il terzo maestro generale del suo  Ordine e ne riordinò le Costituzioni.

Raimondo di Peñafort
(1175-1275)
Canonizzazione: - 29 aprile 1601 - Papa  Clemente VIII
- Basilica Vaticana - Celebrazione

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