0102-Basilio - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


02 GennaioSANTI BASILIO MAGNO E GREGORIO NAZIANZENOM
VESCOVI E DOTTORI DELLA CHIESA  ► AGIOGRAFIA
Antifona
I popoli parlino della sapienza dei santi,
e l’assemblea ne celebri la lode; il loro nome vivrà per sempre. (Cf. Sir 44,15.14)
Colletta
O Dio, che hai illuminato la tua Chiesa
con gli esempi e gli insegnamenti
dei santi vescovi Basilio e Gregorio,
donaci uno spirito umile per conoscere la tua verità
e attuarla fedelmente nella carità fraterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura
Quello che avete udito da principio rimanga in voi.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 2,22-28
iglioli, chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. E quanto a voi, l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito.
E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta.
Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 97 (98)
R. Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele. R.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio. (Eb 1,1-2)
Alleluia.

Vangelo
Dopo di me verrà uno che è prima di me.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,19-28
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Parola del Signore.

Sulle offerte
Accogli, o Signore, questo sacrificio del tuo popolo,
perché i doni che offriamo per la tua gloria,
in onore dei santi Basilio e Gregorio,
siano per noi fonte di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Noi annunciamo Cristo crocifisso, potenza di Dio e sapienza di Dio. (Cf. 1Cor 1,23-24)
Dopo la comunione
La partecipazione a questo banchetto del cielo,
Dio onnipotente,
rinvigorisca e accresca in tutti noi la grazia
che da te proviene,
perché, celebrando la festa dei santi Basilio e Gregorio,
custodiamo integro il dono della fede
e camminiamo sulla via della salvezza da loro indicata.
Per Cristo nostro Signore.


02 Gennaio - Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzieno, vescovi e dottori della Chiesa

BIOGRAFIA
Basilio (Cesarea di Cappadocia, attuale Kayseri, Turchia, 330 ca. - 1 gennaio  379), di antica famiglia cristiana, vescovo della sua città natale,  difese la fede e la libertà della Chiesa nella lotta contro l'eresia  ariana; fu autore fecondo in ambito liturgico (una nota anafora porta il  suo nome), omiletico, ascetico e teologico; promosse istituzioni  caritative e nuove forme di vita monastica.
Gregorio (Nazianzo,  nell'attuale Turchia, 329/330 - 390) condivise con Basilio la formazione  culturale e il desiderio della vita monastica. Eletto patriarca di  Costantinopoli, visse un breve e sofferto episcopato, in mezzo a molti  contrasti. Valente scrittore e oratore, si dedicò anche alla poesia.  Insieme a Basilio contribuì notevolmente allo sviluppo della dottrina  trinitaria.
MARTIROLOGIO
Memoria dei  santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della  Chiesa. Basilio, vescovi di Cesarea in Cappadocia, detto Magno per  dottrina e sapienza, insegnò ai suoi monaci la meditazione delle  Scritture,e il lavoro nell'obbedienza e nella carità fraterna e ne  disciplinò la vita con regole da lui stesso composte; istruì i fedeli  con insigni scritti e rifulse per la cura pastorale dei poveri e dei  malati; morì il primo gennaio. Gregorio, suo amico, vescovo di Sàsima,  quindi di Costantinopoli e infine di Nazianzo, difese con grande ardore  la divinità del Verbo e per questo motivo fu chiamato anche il Teologo.  Si rallegra la Chiesa nella comune memoria di così grandi dottori.
DAGLI SCRITTI...
Dai "Discorsi" di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
Eravamo  ad Atene, partiti dalla stessa patria, divisi, come il corso di un  fiume, in diverse regioni per brama d'imparare, e di nuovo insieme, come  per un accordo, ma in realtà per disposizione divina.
Allora non  solo io mi sentivo preso da venerazione verso il mio grande Basilio per  la serietà dei suoi costumi e per la maturità e saggezza dei suoi  discorsi , ma inducevo a fare altrettanto anche altri che ancora non lo  conoscevano. Molti però già lo stimavano grandemente, avendolo ben  conosciuto e ascoltato in precedenza.
Che cosa ne seguiva? Che quasi  lui solo, fra tutti coloro che per studio arrivavano ad Atene, era  considerato fuori dell'ordine comune, avendo raggiunto una stima che lo  metteva ben al di sopra dei semplici discepoli. Questo l'inizio della  nostra amicizia; di qui l'incentivo al nostro stretto rapporto; così ci  sentimmo presi da mutuo affetto.
Quando, con il passare del tempo,  ci manifestammo vicendevolmente le nostre intenzioni e capimmo che  l'amore della sapienza era ciò che ambedue cercavamo, allora diventammo  tutti e due l'uno per l'altro: compagni, commensali, fratelli.  Aspiravamo a un medesimo bene e coltivavamo ogni giorno più fervidamente  e intimamente il nostro comune ideale.
Ci guidava la stessa ansia  di sapere, cosa fra tutte eccitatrice d'invidia; eppure fra noi nessuna  invidia, si apprezzava invece l'emulazione. Questa era la nostra gara:  non chi fosse il primo, ma chi permettesse all'altro di esserlo.
Sembrava che avessimo un'unica anima in due corpi . Se non si deve  assolutamente prestar fede a coloro che affermano che tutto è in tutti, a  noi si deve credere senza esitazione, perché realmente l'uno era  nell'altro e con l'altro.
Nostra nota biografica
San  Basilio nacque nel 330 a Cesarea di Cappadocia da genitori santi. Di  buona educazione letteraria e di egregie virtù, prese a condurre vita di  eremitica, ma nel 370 fu fatto vescovo della sua città. Il tema che  ricorreva più spesso e con più forza era quello della carità, dell'aiuto  ai fratelli bisognosi. Lottò contro gli Ariani e scrisse eccellenti  opere, specialmente le regole monastiche che ancor oggi sono seguite da  moltissimi monaci orientali. Morì povero, come era vissuto, nell'anno  379.

Tra i primi e più preziosi amici di S. Basilio, notiamo S.  Gregorio Nazianzeno: essi si stimolavano a vicenda alla pratica delle  virtù e all'acquisto della scienza. Nato come S. Basilio nel 330 a  Nazianzo da nobili genitori, sopravvisse una decina d'anni all'amico.  Uomo di studio e poeta, per la sua eccellente dottrina ed eloquenza  ricevette l'appellativo di "teologo". Intraprese molti viaggi a scopo di  istruzione e seguì poi nel deserto l'amico Basilio. Ma fu poi ordinato  sacerdote e vescovo di Costantinopoli. Ma a causa delle fazioni che  dividevano la sua chiesa, si ritirò a Nazianzo dove spirò nel 390.

Una famiglia di Santi
San Basilio, nato a Cesarea nel 329, appartenne ad una famiglia di Santi: sua sorella Macrina e i suoi fratelli Pietro, vescovo di Sebaste, e Gregorio di Nissa furono anch’essi elevati agli onori degli altari. Il giovane Basilio ebbe da suo padre i primi rudimenti della dottrina cristiana e proseguì gli studi prima a Costantinopoli e poi ad Atene. Contemporaneamente intraprese gli studi di retorica, avviandosi ad una carriera brillante che però presto decise di abbandonare per seguire la sua vera vocazione, l’aspirazione cioè ad una vita di silenzio, solitudine e preghiera. Viaggiò a lungo, prima nel Ponto, poi in Egitto, in Palestina e in Siria, attratto dalla vita dei monaci e degli eremiti. Ritornato nel Ponto, ritrovò un compagno di studi incontrato ad Atene, Gregorio di Nazianzo, e con lui fondò una piccola comunità monastica, basata su regole che Basilio aveva elaborato nel corso delle esperienze acquisite durante i suoi viaggi.
Contro l’arianesimo     
Intanto a Cesarea prendeva sempre più piede una nuova dottrina, basata sulla predicazione di Ario, già condannato come eretico dal Concilio di Nicea nel 325. L’arianesimo, tuttavia, anche grazie all’appoggio dall’imperatore d’oriente, Valente, prese a diffondersi con rapidità in Siria e Palestina. Basilio lasciò la pace e la sicurezza del suo eremo, raggiunse Cesarea, venne ordinato presbitero e quindi vescovo, e cominciò una lotta senza quartiere contro la nuova eresia, tanto da meritarsi già in vita il titolo di “Magno”. La sua lotta non era solo sul piano dottrinario, ma anche su quello caritativo; agli ariani che sostenevano di non far torto a nessuno difendendo ciò che era proprio, ribatteva: “Cosa ti appartiene davvero? Da chi hai ricevuto ciò che dici essere tuo? Se ciascuno si accontentasse del necessario, e donasse il superfluo al prossimo, non vi sarebbero più poveri.” Fondò inoltre, proprio alle porte della città, una cittadella della carità chiamata Basiliade, che comprendeva orfanotrofi, ospedali e ricoveri. Intanto anche l’imperatore Teodosio, succeduto a Valente, appoggiò l’opera di Basilio, che riuscì a vedere l’eresia sconfitta prima della sua morte avvenuta nel 389, a quasi sessant’anni.
L’amico di una vita
Anche Gregorio Nazianzeno ebbe una sorella, Gorgonia, e un fratello, Cesario, santi. Era figlio di un presbitero e ad Atene, dove studiò, conobbe Basilio, al quale fu legato da amicizia profondissima e col quale condivise l’eremitaggio in Cappadocia. Anche lui, però, dovette abbandonare quella pace per assistere i genitori ormai anziani. Il padre, in particolare, lo volle al suo fianco nel presbiterato a Nazianzo, ma Gregorio, che si era lasciato convincere suo malgrado, si pentì della scelta fatta e cercò nuovamente rifugio presso Basilio. Basilio invece lo convinse a tornare presso il padre a fargli da consigliere nel difficile governo della chiesa di Nazianzo. Più tardi Gregorio venne inviato dall’imperatore Teodosio a Costantinopoli, con l’incarico di combattere la diffusione dell’eresia ariana. Accolto al suo arrivo da una sassaiola, Gregorio si fermò fuori dalle mura di Costantinopoli in una chiesetta che dedicò alla Resurrezione. Grazie alla sua eloquenza e alla solidità della sua dottrina, ma soprattutto grazie alla sua vita esemplare, Gregorio riportò la città all’ortodossia. Nonostante questo, avversato da una fazione che gli era contraria, non divenne vescovo di Costantinopoli, e lasciando la città a cui aveva dedicato la vita con innumerevoli sforzi, pronunciò un lungo, commovente discorso d’addio. Ritornato a Nazianzo, si dedicò soprattutto alla scrittura e lascò una copiosa raccolta di versi di carattere spirituale: “Tutto è fatica per i mortali”, scrisse, “tutto è scherno, ombra, apparenza. E che tutto sia instabile, o Verbo che ci hai creato, lo si deve alla Tua sapienza, perché impariamo a rivolgere il nostro amore a ciò che è stabile e fermo".

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